Babushka’s Dream – L’intervista a Cristina Principale e Simona Gentile

Babushka’s Dream: la programmazione artistica di Mercato Nuovo è ripartita in grande stile, e l’arte contemporanea torna protagonista con una mostra su misura dello spazio.

(Mercato Nuovo è un hub culturale che sorge a Porta Napoli, in quella zona periferica di Taranto che si estende tra l’area industriale e i due mari. Nato dalla riqualificazione di un ex-magazzino, Mercato Nuovo oggi accoglie un grande palcoscenico e un’area multifunzionale con una proposta che si lega alla musica e alle arti visive e performative. https://www.mercatonuovo.club/ n.d.a.)

Stefania Favale ha intervistato le protagoniste di Babuska’s Dream, mostra personale della pittrice tarantina Simona Anna Gentile, curata da Cristina Principale.

La proposta di Mercato Nuovo mette in dialogo l’arte visiva con la musica e il teatro, in funzione della rigenerazione urbana del territorio di Porta Napoli. Come si colloca l’arte in questo contesto?

Cristina: L’arte si colloca in quello che adesso possiamo definire uno spazio non convenzionale, perché Mercato Nuovo non è propriamente una galleria d’arte. Questo progetto si titola Uno alla volta perché effettivamente, oltre a essere nato durante il lockdown, quindi prevedendo che si entrasse uno alla volta, vuole essere anche un progetto di mostre personali di artisti del nostro territorio.

Con questo nuovo assetto che mi vede curatrice, abbiamo esordito a gennaio scorso con Ezia Mitolo.

(Ezia Mitolo è una scultrice di formazione, allieva dei maestri Francesco Somaini e Nicola Carrino all’Accademia delle Belle Arti di Bari. Sin dagli inizi della sua carriera ha ottenuto numerosi riconoscimenti. Attualmente lavora nel suo studio-archivio di Taranto. https://www.eziamitolo.it/ n.d.a.)

In questo contesto, ho ritenuto che la proposta di Simona Gentile, una giovane e brillante artista tarantina, potesse sicuramente nobilitare un processo effettivamente già in atto a Porta Napoli.

Un po’ perché c’è dell’interesse sempre più ampio sia politico che sociale, ma anche perché Simona lavora in maniera molto accurata con degli elementi che, secondo me, senza dubbio possono sposarsi con questo luogo.

È uno studio accuratissimo sul piccolo formato, per lo più su carta, e poi sul grandissimo formato, nel senso appunto dell’ampiezza. Infatti una sua opera, non ancora esposta qui, raggiunge gli undici metri di lunghezza.

In effetti, Simona Gentile è molto accurata nel piccolo e altrettanto ambiziosa nel grande, e questo è anche il messaggio di Mercato Nuovo per la città di Taranto.

La mostra prende il titolo da Babushka’s Dream, il trittico di Simona Gentile. Perché hai hai scelto queste opere?

Cristina: Innanzitutto per la qualità tecnica. Mi ha colpita particolarmente il fatto che lavorasse su tessuto, infatti il trittico è dipinto su lenzuola. Il titolo ci sembra anche molto simpatico in riferimento all’ambito musicale, coerente quindi con l’identità di questo luogo che fa concerti e musica dal vivo.

(Babooshka è un brano del 1980 della cantante inglese Kate Bush, che all’epoca ha raggiunto la prima posizione di diverse classifiche internazionali n.d.a.)

Simona Gentile, giovanissima artista tarantina. Hai maturato esperienze che oggi ti definiscono rappresentante di una generazione di pittori che si muovono tra superficie e profondità. Cosa avviene in questa zona di confine?

Simona: Tra superficie e profondità bisogna lavorare in quattro dimensioni anziché in due, come la pittura tradizionale richiede. Il discorso pittorico in varie dimensioni è il problema del contemporaneo, perché nel sistema artistico attuale si preme molto sulle arti performative, la video-arte, ed altro.

Infatti, il mio approccio alla ricerca pittorica si svolge proprio fra tutti i media e per questo motivo, mi piace definirmi più che pittrice, un’artista che lavora nella transmedialità.

Uno strano titolo, Babushka’s Dream. Raccontaci di questo sogno

Simona: Il titolo deriva dalla cultura russa. Mi sono appropriata di questo nome come base su cui fare un’indagine sia a livello formale, ma anche sui contenuti.

Infatti, è presente un corpo che assume tre posizioni differenti durante il sonno, e dà vita a questo gioco fantastico nel quale, in base ai suoi movimenti, ho immaginato un sogno.

In questo caso, il sogno è la rappresentazione di una battaglia sessuale, perché il soggetto è omosessuale.

Come nasce l’ispirazione e quali sentimenti ti accompagnano durante la realizzazione di una tua opera?

Simona: Sono in cerca dell’ispirazione ogni giorno, durante la mia quotidianità. Per esempio, quando leggo un articolo su un argomento che mi interessa, è facile che diventi la base di quello che potrebbe essere il risultato finale di un lavoro successivo.

Ultimamente, sono fortemente attratta dalla cultura pop degli anni ’90 – 2000. In realtà, ho vissuto la decade degli anni ’90 in modo un po’ passivo (Simona è del 1993 – n.d.a) ed attualmente è come se io avessi la nostalgia di quegli anni, non avendoli vissuti in pieno.

Quindi, adesso sono alla ricerca bramosa di queste varie immagini e in questo periodo è da lì che nasce il mio lavoro.

Simone Logos Losito

Editor, blogger, copywriter. Amo la scrittura, la fotografia, l’arte contemporanea e tutte le forme di espressione della creatività. https://www.logositalia.com

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: