Fulvio Colucci: dal premio Ilaria Alpi al nuovo libro su Giuseppe di Vagno.

Quest’anno ricorre il centenario della scomparsa di Giuseppe di Vagno, parlamentare socialista ucciso giovanissimo dai fascisti, il 26 settembre 1921.

Fulvio Colucci gli dedica un accurato contributo biografico e storico, omaggio necessario al coraggioso socialista, definito il Matteotti del Sud.

Intervista di Michela Mignozzi.
Riprese di Marco di Benedetto.

D: Fulvio Colucci, giornalista e scrittore, qual è stato il tuo percorso?

Il mio percorso, anche se dura diversi anni, è sintetizzabile così: ho iniziato con la TV, una TV tarantina che si chiamava Video Levante, con la quale, nel ’95 ho vinto il premio Ilaria Alpi.

[Il Premio Ilaria Alpi era un premio dedicato al reportage e dell’inchiesta televisiva, assegnato ogni anno ai giornalisti che avessero dimostrato impegno nei temi sociali. Istituito in memoria della giornalista del TG3 Ilaria Alpi, uccisa in Somalia nel 1994, è stato organizzato dal 1995 al 2014 in collaborazione con RAI, Regione Emilia-Romagna, Ordine dei Giornalisti e della Federazione Nazionale Stampa Italiana. Godeva dell’alto patrocinio della Presidenza della Repubblica. A partire dal 2015 è stato sostituito dai DIG Awards. n.d.r.]

Poi sono passato alla carta stampata: ho lavorato per il Quotidiano di Puglia e ora per la Gazzetta del Mezzogiorno.

Come scrittore, mi sono occupato quindi di una materia piuttosto scottante, infatti ho pubblicato dei libri sull’Ilva: Invisibili e ILVA Football Club.

Tra il 2011 e il 2016 mi sono occupato di lavoro, scrivendo La zattera, un libro sui call center e Libertè, un fotoracconto che riguardava l’emergenza umanitaria nella tendopoli di Manduria.

[Nei primi mesi del 2011, giunsero in Italia migliaia di migranti dalla Tunisia. Furono allestiti vari centri di accoglienza, e la tendopoli di Manduria, in provincia di Taranto, era uno dei più affollati n.d.r.]

Da poco, ho pubblicato un nuovo libro, la biografia del parlamentare socialista Giuseppe di Vagno che è nelle librerie già da fine agosto

D: Di cosa parla il tuo ultimo libro?

Giuseppe di Vagno è stato un parlamentare socialista.

È definito il Matteotti del Sud: fu ucciso nel 1921, tre anni prima di Matteotti, in un raid punitivo fascista

La squadra dei suoi assassini si mosse da Conversano, per raggiungerlo a Mola di Bari e lì lo uccise.

È una figura straordinaria della storia pugliese, un alfiere del socialismo che, come diceva Pietro Nenni, cercava di portare avanti tutti quelli che sono nati indietro.

Lottava per gli ultimi, per le masse, per i diritti, nel periodo tra la prima guerra mondiale e l’avvento del fascismo.

La sua figura è importante perché ha rappresentato anche un punto di riferimento culturale. Al di là dello scontro politico di quegli anni, Giuseppe Di Vagno è stato un grande giornalista.

La sua vicenda si conclude con una esperienza di giustizia negata, perché i suoi assassini sono stati prima assolti fai fascisti, e poi prosciolti grazie all’amnistia Togliatti, dopo la seconda guerra mondiale.

Per questo occorre fare luce sulla sua figura, non solo qui in Puglia ancora ma anche nelle resto del Paese.

D: Fulvio Colucci, sei un giornalista della Gazzetta del Mezzogiorno: quale è l’augurio che facciamo al giornale?

Alla Gazzetta del Mezzogiorno, abbiamo bisogno non solo dell’augurio di noi che ci stiamo dentro, ma anche di quello di tutti voi, che possiate sostenerci sempre.

L’augurio è quello che, concluso l’iter per l’attribuzione della testata, si possa tornare al più presto in edicola.

Questo perché la Gazzetta è un presidio importante dal punto di vista dell’informazione e della cultura del territorio di tutta la Puglia e Basilicata, e ovviamente speriamo che questo avvenga presto.

Simone Logos Losito

Editor, blogger, copywriter. Amo la scrittura, la fotografia, l’arte contemporanea e tutte le forme di espressione della creatività. https://www.logositalia.com

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